akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

16 giugno 2007

379. Grazie alle recensioni tratte da due blog che frequento abitualmente, ho avuto modo di rileggere due libri che considero pietre miliari nella mia "carriera" di lettrice. La prima recensione è stata quella letta sul blog Il vizio di leggere dedicata ad Austerlitz di W.G. Sebald. Il libro, già durante la prima lettura, mi era sembrato la dimostrazione palese di quanto la letteratura possa emozionare, sedurre intellettualmente e - diciamolo pure - commuovere. Questo per l'uso semplice, ma incredibilmente efficace, delle immagini; e poi per la scrittura: che riesce ad affrontare uno dei temi fra quelli ormai forse più sfruttati dai romanzieri contemporanei: la memoria della Shoah. Ma Sebald lo fa in maniera nuova e straordinariamente potente. Un miracolo che, idealmente, mi sento di associare a quello compiuto da Roman Polanski in ambito cinematografico, con il suo Pianista.
L'altra recensione la devo a L'angolo di Jane e riguarda Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer: un romanzo che è un vero miracolo d'invenzione. Stupisce che, nel panorama affollato di opere brevi e fin troppo rapide (me lo si lasci dire), un esordiente di 22 anni (tanti ne aveva il suo autore quando il volume è uscito) abbia confezionato un testo così lungo e così ricco. L'idea fondamentale e geniale è che tutti i personaggi sono in realtà un personaggio solo: così come tutte le storie tra passato e presente si rispecchiano e rinviano l'una all'altra. In poche parole: immensa sapienza di stile narrativo ed eccezionale talento. Anche qui un riferimento cinematografico è d'obbligo, parlo cioè dell'ottimo film diretto da Liev Schreiber.
Quando la Rete mi offre queste opportunità di (ri)lettura non posso che decantarne le lodi.
E queste note di diario servono proprio a questo.

380. Di te non scriverò, / io sono tutta scritta di te. / Non c'è al di là del mio margine ombroso / pagina chiara che ti possa accogliere.
[Elena Clementelli in "Così parlando onesto", ed. Garzanti, 1977]

[Elena Clementelli ha di recente dato alle stampe, per i tipi della Newton & Compton, le sue Poesie d'amore]

381. E' on line il nuovo numero di Silmarillon, nell'editoriale Francesca annuncia il tema della rivista, come sempre denso di spunti molto interessanti che approfondirò nel tempo.
Per adesso una lode alla curatrice e a tutti i suoi collaboratori.

382. Sempre le pareva di dover compiere qualche gesto speciale, di dover rendere onore all'opportunità; e mentre girellava su e giù, domandandosi in che potesse consistere il gesto, accadeva sovente l'opportunità che si esaurisse. Quel giorno la ragazza se lo domandava più che mai. Finì per prendersi un libro; in casa mancava una biblioteca, ma c'erano libri in tutte le stanze. Nessuno era proibito, né Gertrude era rimasta sola per cogliere il destro d'inerpicarsi fino agli scaffali inaccessibili. S'impadronì d'un volume perfettamente ovvio, appartenente alla serie delle Mille e una notte, e se ne andò nel portico dove si mise a sedere tenendolo in grembo. E lì, per un quarto d'ora, lesse la storia degli amori del principe Camaralzaman e della principessa Badura. Alla fine, alzando gli occhi, scorse il principe Camaralzaman, ché tale le parve, ritto davanti a sé. Un bel giovane le si rivolgeva con un profondissimo inchino... un magnifico inchino, di cui non aveva mai visto l'eguale. Doveva esser calato dalle nuvole, era d'una bellezza straordinaria; e sorrideva... sorrideva quasi apposta per lei. Per un momento la meraviglia estrema la mantenne immobile; quindi Gertrude si alzò, senza neppure mettere il dito nel libro per segnare la pagina. Il giovane, col cappello in mano, continuava a guardarla sorridendo, sempre sorridendo. Era strano davvero...
[Henry James - Pupilla e tutore]

9 Comments:

  • At 16/6/07 7:14 AM, Anonymous Pasquale said…

    Buon giorno Clelia. Le tue note di diario aperto lasciato lì, sul tavolo, per essere letto mentre dormi, fanno bene. Pasquale

     
  • At 16/6/07 8:11 AM, Blogger babilonia61 said…

    ...anche a questo, dunque, servono i blog o, la rete internet, in generale: ad approfondire conoscenze, a sapere, a comunicare, a dare...
    e le tue note di diario aiutano a scoprire parti nascoste di una cultura che necessita essere proclamata in alta voce...

    Grazie!

    Felicità.

    Rino, di poche parole.

     
  • At 16/6/07 9:21 AM, Anonymous heraclitus said…

    giuste lodi alla rete, che io mentalmente faccio ogni volta che mi ritrovo a leggere queste tue note di diario.
    mi segno senz'altro questi due libri che tu hai (ri)letto, e che io dovrò leggere.

     
  • At 16/6/07 11:35 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Pasquale, Rino e Stefano, grazie a voi per le vostre buone parole giornaliere.

    Un saluto caro,

    C.

     
  • At 16/6/07 4:53 PM, Anonymous Luigi said…

    379: "Ogni cosa è illuminata" è un assoluto capolavoro..Stavolta mi trovi totalmente d'accordo ;)

     
  • At 16/6/07 8:42 PM, Anonymous Daniele said…

    Le tue "note" sono importanti per molti, credimi.
    Ed è un gran bene!

     
  • At 16/6/07 8:49 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie Luigi.

    Daniele, ne sono lieta.

    Ciao cari.

     
  • At 18/6/07 6:44 PM, Anonymous Anna Maria said…

    I blog, come questo, servono anche a farti accumulare liste di desideri libresche che s'infittiscono sempre più di libri agognati, lottando contro i mille quotidiani intralci per cercare il "tempo da lettura" cui accennava Petrarca.
    :)
    PS Sempre bello leggerti, Clelia. Un saluto,
    Anna Maria.

     
  • At 18/6/07 8:57 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao carissima Anna Maria, ti ringrazio per il passaggio e il per il commento.
    Il piacere è tutto mio.

    C.

     

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