akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

04 febbraio 2007

Memoria, misura delle cose e voci d'oro

Le donne perdono tempo per inseguire la piacevolezza, ma né l'arte né la morale si fondano sulla piacevolezza. Da giovane avevo sperimentato che era molto raro, quasi impossibile, trovare nelle ragazze interesse per il mondo delle idee. Io mi sono sentita anche uomo nella mia vocazione all'arte. Non mi sono mai domandata se avessi il diritto di essere artista. Essere artista vuol dire essere incompresi e avere fede solo in se stessi...
L'apporto femminile positivo nella letteratura è di aver dato importanza alla memoria, l'effetto negativo di aver considerato la memoria come una raccolta di ricordi, cioè - in sostanza - come pettegolezzo...

Lalla Romano
da un'intervista a Daniela Pasti, "la Repubblica", 15 marzo 1996

*

Io affermo, sì, che la verità è proprio come ho scritto; che ciascuno di noi è misura delle cose che sono e che non sono: ma c'è una differenza infinita fra uomo e uomo per ciò appunto che le cosa appaiono e sono all'uno in un modo, all'altro in un altro. E sono così lontano dal negare che esistano sapienza e uomo sapiente, che anzi chiamo sapiente colui il quale, trasmutando quello di noi cui certe cose appaiono e sono cattive, riesca a far sì che codeste medesime cose appaiono e siano buone.

Protagora, fr. 80 A 21a.
in Platone, Opere
[Versione di Francesco Adorno]

*

...Triste anima passata
e tu volontà nuova che mi chiami,
tempo è forse d'unirvi
in un porto sereno di saggezza.
Ed un giorno sarà ancora l'invito
di voci d'oro, di lusinghe audaci,
anima mia non più divisa. Pensa:
cangiare in inno l'elegia; rifarsi;
non mancar più.

Eugenio Montale
"Riviere" in Ossi di seppia

*


Notturno n° 8, op. 27/2 di Frédéric Chopin
al piano Maurizio Pollini

10 Comments:

  • At 4/2/07 8:17 AM, Anonymous mariagrazia said…

    ecco, "un porto sereno di saggezza"...che meraviglia. poi ascoltare pollini e il suo notturno ...rende l'idea .
    grazie clelia.
    mariagrazia

     
  • At 4/2/07 8:17 AM, Blogger fulmini said…

    L'uomo è la misura di tutte le cose - dice Protagora. Questa affermazione vuol dire molte cose, ma prima di tutte una - se ho studiato e capito bene, cara Clelia: l'uomo, non Dio, è la misura di tutte le cose. Ebbene, nel nostro mondo parodisticamente e parossisticamente individualistico, molti, troppi, si sentono autorizzati ad interpretare quella santa affermazione così: l'uomo, cioè io, il signor Pinco Pallino, è la misura di tutte le cose. A me viene voglia di associare queste voci a quella del corvo vanitoso in Esopo.

     
  • At 4/2/07 9:27 AM, Anonymous heraclitus said…

    ogni uomo ha le sue misure e le sue verità e le porta alla luce in quello che fa. ogni apporto individuale è un apporto che nessun altro potrebbe dare identico.

     
  • At 4/2/07 10:21 AM, Anonymous Domenico Fina said…

    Alcune frasi di Joubert e di Flaubert si addicono naturalmente a Lalla Romano. Una di Flaubert recita più o meno così: “vivere in modo convenzionale e pensare da titani”. Ditemi voi se Lalla Romano può essere letta con piena comprensione - oggi - quando è tremendamente frequente vivere sopra le righe e pensare da pulcini.
    Per afferrare veramente la frase di Flaubert non bastano la scuole e non bastano le letture disperate o le frequentazioni intellettuali. Bisogna aver sofferto la vita senza sapere cosa rispondere, questa è la sofferenza feconda secondo Nicola Chiaromonte (altro nostro grande e libero pensatore), essere impacciati con la disinvoltura ma non lasciarsi scalfire all’interno. Catafratti come gli animali di Marianne Moore. Dai pensieri e dai silenzi di Lalla Romano si capisce che, diventare una grande scrittrice, poetessa, pittrice è in fin dei conti un piccolezza, perché è l’animo vivificante che conta davvero - che resta e che preme - la scrittura è solo il ponte con i lettori-amici.

    Buona domenica

     
  • At 4/2/07 10:23 AM, Anonymous Anonimo said…

    Grazie a te Clelia. Per la segnalazione. E per il tuo bellissimo blog che ho scoperto tempo fa via Techorati e che da allora seguo sempre. A presto! Luca De Biase

     
  • At 4/2/07 11:28 AM, Blogger elisabetta mori said…

    Credo che Lalla Romano abbia ragione sostanzialmente su ciò che è l'aspetto negativo della memoria nella narrazione femminile...
    Ma non parlerei di pettegolezzo, piuttosto di spaccati di vita reale, a volte discutibili, ma che forse hanno più presa sul lettore di una storia fantastica.
    Perché ci si può confrontare col proprio vissuto e le donne, si sa, assorbono molto dalle eseprienze di altre donne.

    O.T:
    Grazie Clelia per l'attenzione che dedichi a "Questione di feeling".
    Leggo tutti i giorni ciò che scrivi, non commento perché mi sembra che tu dica già egregiamente le cose e allora il superfluo (il mio) potrebbe disturbare.
    Un affettuoso abbraccio

     
  • At 4/2/07 11:36 AM, Anonymous dreca said…

    importanza della memoria che non si riduca a semplice pettegolezzo...la memoria è labirintica ricca di immagini, decisamente altro rispetto ad una logica lineare.

     
  • At 4/2/07 11:50 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    fulmini, ormai credo sia chiaro che tra Promèteo e Mosé io mi senta più affine al primo che non al secondo. Fra il titano che sfida dio e il profeta che ne diventa "messaggero", io non ho dubbi da che parte stare.
    Al contrario di te, io associo "quella voce" ad Odisseo che rifiuta l'immortalità offertagli da Calipso per tornare ad Itaca, orgoglioso di essere ancora un uomo, e di vivere - per il tempo che gli resta - come tale, senza delegare a nessuno, fosse anche dio (o più probabilmente chi si arroga il compito di rappresentarlo), il segno del proprio destino.

    Un saluto a Maria Grazia, a Stefano, a Luca (benvenuto), a Domenico, Elisabetta e dreca. Per gli ultimi tre un grazie per gli interventi a integrazione del pensiero di Lalla Romano scrittrice che, come altre volte espresso qui, occupa un posto speciale nella mia memoria.

    C.

     
  • At 4/2/07 1:09 PM, Blogger Ecate said…

    Stavo per scrivere lo stesso di Elis - il pettegolezzo è arte non solo femminile, anzi ... mentre è molto vero quel "sentirsi anche uomo nella vocazione all'arte". C'è una parte maschile in noi (e una parte femminile nell'altro sesso, in quello evoluto, almeno), innegabile e apprezzabile. E' per questo che ho finito per trovare anacronistica la Wooolf.
    Ciao cara, ben ritrovata.

     
  • At 4/2/07 2:54 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    L'aggettivo "evoluto", che hai così appropriatamente usato, mi ha ispirato qualcosa che - a breve - inserirò qui nel blog. Per adesso un saluto e un grazie per il passaggio.

    C.

     

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