137.
Oggi ho ripreso in mano un testo di Balzac poco noto da noi in Italia (è stato tradotto per la prima volta solo pochi anni fa). Si tratta delle Memorie di Sanson. Scritte tra il 1829 e il 1830 da un giovane Honoré non ancora all'apice - ma già nel pieno possesso della sua potenza creativa - sono l'autobiografia (apocrifa, senz'altro) del boia della Rivoluzione. L'editore Mame aveva assoldato due dei migliori scrittori sulla piazza perché trasformassero in un successo quella figura di carnefice buono che aveva ghigliottinato addirittura il re, ma solo per senso del dovere, avendo infatti ereditato la carica dal padre, della schiatta dei Sanson, illustri boia da due secoli. Un "esecutore" che - pare impossibile - poi si batterà convintamente contro la pena di morte.I due "faticatori" in questione erano Honoré de Balzac, appunto, e - meno noto a noi ma non ai lettori dell'epoca - L'Héritier de L'Ain.
Questo libro andrebbe letto in scia agli Ultimi giorni di un condannato a morte di Victor Hugo, io invece ho anticipato la sua consultazione.
Il mio inconscio senz'altro ne conosce il motivo ma io preferisco non approfondire, perché è bene che la vità "là fuori" entri qua dentro il meno possibile.
Il libro:
- Memorie di Sanson
L'autore:
- Honoré de Balzac (da Girodivite)
- La voce dedicata ad Honoré de Balzac in Wikipedia (in francese)
137.1
George, indifferente a ogni richiamo, continuava a leggere. Era molto irritante osservarlo tirarsi i baffi bruni e leggere con indolenza mentre il cane gli si strofinava contro i gambali e il ginocchio dei vecchi calzoni. Non si sarebbe dato neppure la pena di giocare con le orecchie di Trip, tanto era soddisfatto del suo romanzo e dei suoi baffi.
David Herbert Lawrence - Il pavone bianco
137.2
Come sei diventato poeta è un mistero / Dove cavolo hai preso il tuo talento? / Dico: Avevo due zii, Jack e Harry - / uno era muto, l'altro balbuziente.
Tony Harrison - "Eredità"






















