akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

12 ottobre 2006

56.

"Longtemps, je me suis couché de bonne heure".
Nel sovrapporsi del sonno e della veglia, nel ribaltamento dei tempi del presente e del passato, nella durata e nel senso doloroso di quell'avverbio, longtemps (soprattutto se legato all'evento che lo rievoca), credo ci sia il senso di tutta la Recherche di Proust.

56.1
"...Ora, tale causa mi pareva di coglierla comparando fra loro le diverse impressioni di letizia, le quali avevano in comune questo, che io le provavo a un tempo nell'istante attuale e in un istante lontano, fino a far combaciare il passato con il presente, a rendermi titubante nel definire in quale dei due io mi ritrovassi..."

Marcel Proust - Alla ricerca del tempo perduto

56.2
Proust è riuscito a narrare un sogno restandogli fedele; lo ha reso dicibile e lo ha tradotto in una trama precisa, nell'architettura fine e complessa della sua opera. Questo è in fondo il compito vero di ogni letterato: quello del "sognatore sveglio" che scrive e traduce brani di "un'altra vita" innestandoli in questa, "volgarizzandoli" (per dirla con Leopardi) ad uso di tutti coloro che vanno in cerca di qualcosa che possa accompagnarli oltre la monotonia dei giorni.

56.3
"C'è una regione del cuore in cui non esistono più le barriere della carne o quelle del tempo, in cui non c'è la morte, poiché non c'è il tempo né il corpo; in quel luogo si vive dolcemente, nella compagnia immortale di quello che si ama... ".

Marcel Proust
- Lettera a Robert Dreyfus


Bibl.
- Giovanni Cacciavillani - Proust e l'adorazione perpetua. Il racconto della "Recherche"
- Hans Robert Jauss - Tempo e ricordo nella Recherche di Marcel Proust
- Giuseppe Scaraffia - Marcel Proust

10 Comments:

  • At 12/10/06 7:28 AM, Blogger fulmini said…

    Tra gli scrittori del dormiveglia - se dovessi scegliere, eppure a me piace scegliere - preferisco Kafka. Il perché lo spiego, Clelia, con le parole di uno scrittore dalle frasi corte, Leonardo Sciascia: "Kafka ha la frase corta e il respiro lungo, Proust ha la frase lunga e il respiro corto."

     
  • At 12/10/06 9:24 AM, Anonymous Manuela said…

    Ciao Clelia!
    "...ad uso di tutti coloro che vanno in cerca di qualcosa che possa accompagnarli dietro la monotonia dei giorni".
    E' vero, è proprio questo il compito del letterato. Portare il lettore in un altro mondo, in un'altra realtà (che può anche essere un sogno), facendogli provare la sensazione della commistione tra passato e presente e facendo in modo di lasciare nel presente una traccia, un suono, un colore, un profumo del passato.
    Un abbraccio,
    Manuela

     
  • At 12/10/06 10:03 AM, Anonymous Garbo said…

    La mia impressione è che Proust cercasse l'eternità del sentimento (o del godimento) cercando di annullare il tempo: se posso rivivere inalterato un sentimento antico annullo il tempo che è passato e soprattutto annullo quello che passerà e mi condurrà alla fine della mia esistenza. La dimensione del sentimento mi farà vivere in eterno. D'altronde il godimento almeno nei termini in cui si struttura nel desiderio, ha bisogno di eternità, si nutre dell'assenza di tempo, della sua illusione di annullarlo.
    Un saluto da Garbo

     
  • At 12/10/06 11:41 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    @>>>Pasquale: Paragonare Kafka con Proust è un'impresa ardua, persino per un pneumologo (e del resto la manifestazione della dispnea come sintomo di malattie respiratorie - anche gravi - può essere accompagnata sia dal respiro corto che da quello lungo). E questo non tanto per la qualità dei due, che è indiscutibile, quanto per la loro sostanziale diversità.
    Credo che nel panorama letterario ci sia abbastanza posto per tutti. Persino per Sciascia.

    @>>>Manuela: Il tempo dell'artista (e dunque la sua "missione") ha codeste caratteristiche, sì.

    @>>>Garbo: La "dimensione del sentimento come eternità", il "godimento che si nutre dell'assenza del tempo". Belle immagini, davvero.

    Un saluto a tutti,

    Clelia

     
  • At 12/10/06 8:46 PM, Anonymous heraclitus said…

    la memoria, quest'oscura realtà fatta di pieni e vuoti, di ritorni, intrecci, sovrapposizioni e alterazioni. proust è uno dei pochi che un po' ha capito tale fenomeno.

     
  • At 12/10/06 9:12 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ci pensavo nel pomeriggio, prendendo in proposito qualche appunto sulla Mnemosýne greca. Credo ne nascerà qualcosa.

     
  • At 12/10/06 9:31 PM, Anonymous mariagrazia said…

    bellissima la tua risposta sul confronto kafka_ proust:)
    condivido molto

     
  • At 12/10/06 10:43 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao Mariagrazia (e complimenti per le foto).

    C.

     
  • At 13/10/06 10:36 AM, Anonymous andrea said…

    bellissimo post, Clelia. Proust è e rimarrà sempre il mio preferito ti dirò, grazie per avermelo ricordato.

    Andre.

     
  • At 13/10/06 11:58 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Figùrati.
    Tu piuttosto, che fine hai fatto?

    Stammi bene,

    Clelia

     

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